Zuccheri – Creano dipendenza psicologica e obesità

Zuccheri – Creano dipendenza psicologica e obesità

Zuccheri – Anna Cantagallo spiega che al giorno d’oggi i cibi sono costituiti da una quantità eccessiva di zuccheri che oltre a portare ad un aumento di obesità in diversi paesi, creano un vero e proprio stato di dipendenza psicologica.

Quando si parla di dipendenza si fa riferimento ad una condizione medica in cui si esprime un disturbo del comportamento con desiderio fortissimo di consumare una certa sostanza o di svolgere una certa attività oltre i limiti fisiologici, nonostante si sia consapevoli della rischiosità.

L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di una sorveglianza sull’abitudine.

Di solito viene automatico pensare alle droghe o al fumo, ma ricerche recenti hanno dimostrato che anche gli stessi zuccheri possono scatenare uno stato di travolgente desiderio.

Molte persone infatti non riescono a frenare il loro bisogno eccessivo, definito craving, di assumere un alimento dolce.

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Ma cosa determina questa meccanismo di dipendenza verso gli zuccheri?

“La forma più comune dello zucchero è il saccarosio- racconta Anna Cantagallo-che appena assunto, viene trasferito a livello dell’apparato digerente sotto forma di due molecole, il fruttosio e il glucosio, quest’ultimo metabolizzato da due enzimi, l’insulina e il glucagone.

Dopo di che le molecole di glucosio sono trasferite in tutte le cellule del corpo attraverso l’attività di alcune proteine, chiamate GLUTs, che hanno il compito di trascinarle lungo il flusso sanguigno.

Tramite una di queste proteine, la GLUT1, il glucosio arriva fino al cervello, unico tessuto cerebrale che non è in grado di sopportare basse quantità di zuccheri, chiedendo quindi un continuo apporto energetico.

Gli zuccheri una volta arrivati qui sono anche in grado di modificare la concentrazione di alcuni recettori come la serotonina e la dopamina, deputati a percepire stati di contentezza e soddisfazione.

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Quante volte infatti si mangia un pezzo di cioccolata per “tirarsi su di morale”?

Gli zuccheri stimolano il rilascio di serotonina, ma anche di insulina, che standardizza il livello di glucosio, che appena si abbassa, porta nuovamente all’impulso di assumere zuccheri, per ristabilire un precedente stato di benessere.

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Questo circolo vizioso porta quindi ad un costante consumo di dolci, che può trasformarsi in una vera e propria dipendenza.”

    A quale età comincia tale dipendenza? Continua Anna Cantagallo:

“Il rischio, poi, di diventare dipendenti dagli zuccheri può iniziare precocemente, addirittura dall’infanzia.

Già normalmente i bambini preferiscono i sapori dolci, per una maggiore concentrazione di neurotrasmettitori, che diminuiscono poi nell’età maggiorenne, ma se il consumo è eccessivo in giovane età esso può portare ad una successiva dipendenza in età adulta”.

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Infine l’effetto del glucosio e del fruttosio sul cervello è lo stesso o porta a conseguenze differenti?

Anna Cantagallo prosegue:” Il nostro corpo  ha bisogno di minori quantità di glucosio per stare bene e per trasmettere all’organismo un senso di sazietà, mentre ha bisogno di una dose maggiore di fruttosio per avere la medesima sensazione di ripienezza.

Quando infatti si assume un certo quantitativo di glucosio si registra una riduzione di flusso sanguigno a livello dell’ipotalamo, che è responsabile della sensazione di appetito, e nelle altre aree adibite alla ricompensa e motivazione, provocando un immediato senso di piacere.

Per quanto riguarda il fruttosio, invece, non si registra nessuno cambiamento a livello del sangue.

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Se si riflette dunque sul fatto che ultimamente l’industria alimentare utilizza sempre maggiori quantità di fruttosio per produrre cibi e bevande e che il nostro cervello sembra non essere in grado di controllare il senso di sazietà dopo assunzione di fruttosio, vi è il rischio che un’assunzione diventi compulsiva e porti a sovralimentazione e in alcuni casi ad obesità”.

Riferimenti bibliografici

  1. García-Cáceres, C., Quarta, C., Varela, L., Gao, L., Gruber, T., et al. (2016).Astrocytic Insulin Signaling Couples Brain Glucose Uptake with Nutrient Availability, Cell Press, 166 (4), 867-880.
  2. Page, K. A., Chan, O., Arora, J., Belfort-DeAguiar, R., Dzuira, J., et al. (2013).Effects of Fructose vs Glucose on Regional Cerebral Blood Flow in Brain Regions Involved With Appetite and Reward Pathways. JAMA,309(1),63-70.
  3. Ventura, A. K., Mennella, J. A. (2011).Innate and learned preferences for sweet taste during childhood, Current Opinion in Clinical Nutrition & Metabolic Care., 14(4), 379–384.
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