Working memory: molteplici effetti positivi adatti a tutti

Working memory: molteplici effetti positivi adatti a tutti

Working memory – L’allenamento della capacità di mantenere l’attenzione e dell’abilità di tenere a mente più informazioni ha risvolti positivi nella pratica clinica e riabilitativa, ma anche nella normale vita di tutti i giorni ed è quindi appropriato per tutti.

“Il modello di working memory o memoria di lavoro – spiega Anna Cantagallo –  fa riferimento ad un magazzino limitato sia per capacità sia per durata, responsabile della rielaborazione e del recupero di informazioni necessarie per un compito e del mantenimento attivo dell’attenzione.

È implicata in molti compiti della vita quotidiana, dal linguaggio alla risoluzione di problemi.”

Working memory: molteplici effetti positivi adatti a tutti

Essa è una componente della memoria particolarmente rilevante perché sembra sviluppare un ruolo centrale nell’apprendimento a lungo termine ed è predittiva delle capacità di multitasking.

Potenziarla quindi implicherebbe un avanzamento della propria efficacia personale e lavorativa, ma non solo:

in bambini in età prescolare predice il rendimento scolastico nelle scuole primarie e secondarie, essendo implicata nel calcolo e nella comprensione di testi scritti, ed è basilare nell’arrestare il declino cognitivo generale che si rivela a partire dai 50 anni.

Inoltre un deficit di working memory può essere presente anche in disturbi neuropsicologici come la malattia di Alzheimer, la schizofrenia e il morbo di Parkinson e la sua riabilitazione potrebbe aiutare ad alleviare i sintomi.

Infine la prestazione in compiti articolati che misurano la capacità della memoria lavoro di un individuo è predittiva di diversi aspetti delle abilità cognitive superiori, come il pensiero critico e il problem solving.

Working memory: molteplici effetti positivi adatti a tutti

“La memoria di lavoro – prosegue Anna Cantagallo – può essere migliorata attraverso training costituiti da diversi compiti che amplificano in difficoltà in maniera graduale.

Il training si basa sull’allenamento delle componenti in cui la working memory è scomposta per ottimizzare le funzioni cognitive in cui è implicata.

Alcuni test usati nella valutazione sono il “reading span task” durante la lettura di frasi, e il paradigma  “n back task” dove  il soggetto deve saltare indietro a recuperare lo stimolo  n volte prima.

Working memory: molteplici effetti positivi adatti a tutti

“Il  training –  continua Anna Cantagallo –  produce effetti considerevoli ed immediati: si sono registrati progressi nei compiti visuo-spaziali, nella memoria a breve termine verbale, nella inibizione di stimoli irrilevanti, nella velocità di processamento e negli aspetti fluidi dell’intelligenza, ovvero quelli relativi al ragionamento e al problem solving.

Ciò ha conseguenze utili varie, dall’ambito scolastico, a quello lavorativo e della vita di relazione.”

Working memory: molteplici effetti positivi adatti a tutti

Tutto questo e molto altro verrà trattato nel nostro corso sulla valutazione e riabilitazione della persona con disturbi della working memory aperto a tutti, sia a figure professionali sia a curiosi, e tenuto dalla dott.sa Cantagallo il giorno 14 Maggio.

(qui il link dell’evento http://www.braincare.it/events/valutazione-e-riabilitazione-della-persona-con-disturbi-della-working-memory/)

NON SCORDATE DI VENIRE!

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