UN FINALE DIVERSO PER SARA E MARTA: LE CRITICHE COSTRUTTIVE


Ricordate Sara e Marta? Le due colleghe protagoniste dell’episodio descritto nell’articolo “CRITICHE COSTRUTTIVE O DISTRUTTIVE”?

Marta non ha portato a termine un lavoro affidatole insieme alla collega Sara tanto che, nel giorno previsto per la scadenza, Sara è riuscita a completare la sua parte e Marta no. Sara decide di affrontare Marta in merito al mancato rispetto della scadenza e la situazione degenera.

Possiamo notare come la critica formulata da Sara e da noi definita “distruttiva” abbia considerato solo in minima parte la situazione concreta, lo specifico comportamento di Marta, focalizzandosi quasi totalmente sulla persona di Marta e sulle sue presunte caratteristiche negative. In questo modo la contingenza specifica è rimasta irrisolta e con grande probabilità entrambe le interlocutrici, a seguito dello scambio comunicativo, avranno continuato a sperimentare emozioni quali rabbia, frustrazione e colpa. 

Questa considerazione mette il luce un primo fondamentale criterio implicato nella formulazione di una critica costruttiva ovvero il fatto che: “ la critica deve riguardare il comportamento, non la persona che lo attua”.

Per aiutarci in questo possiamo allenarci a sostituire, quando formuliamo delle critiche, il verbo “essere” con il verbo “fare”: non più “tu sei una data persona”, bensì “tu fai una data cosa”.

Proviamo a delineare un finale alternativo per lo scambio comunicativo tra Sara e Marta, tenendo conto di questo primo suggerimento e di altri che porremo in evidenza successivamente.

Sara: Marta, mi sono resa conto che non hai rispettato la scadenza di oggi e sappiamo entrambe che non è la prima volta che accade. Quasi sicuramente oggi dovrò rimanere più a lungo in ufficio per terminare il lavoro e questo mi fa sentire frustrata e arrabbiata. Questa volta vorrei che le cose andassero diversamente, preferirei che fossi tu a fermarti in ufficio e a prenderti le tue responsabilità.

Marta: Capisco il tuo punto di vista, però è un periodaccio per me a casa, sai con i bambini da portare di qua e di là, non credo di riuscire a fermarmi oggi pomeriggio.

Sara: Quale altra alternativa proponi? Cosa si può fare per rispettare la scadenza di oggi ed evitare che io debba fermarmi in ufficio? Sono disponibile a venirti incontro e cercare una soluzione insieme, ma non più a farmi carico di tutto il lavoro, su questo voglio essere chiara.

Marta: Hai ragione, potremmo fare così, parlerò io con il nostro responsabile, il signor Rossi, e farò presente che non sono riuscita a completare la mia parte di lavoro. Chiederò di poter spostare la scadenza a domani mattina e verrò in ufficio prima in modo da potermi dedicare a quello. La mattina è mio marito a portare i bambini a scuola per cui riesco a gestirmi meglio.

Sara: Se al signor Rossi va bene, va bene anche a me.

Cos’è successo? Cos’è cambiato rispetto al dialogo riportato nell’articolo “Critiche costruttive o distruttive”?

  • Sara si è concentrata sulla situazione concreta “ovvero la necessità di rispettare le scadenze e dividersi il lavoro” ed è rimasta focalizzata su questo elemento durante tutta la conversazione.
  • Ha fatto presente a Marta le conseguenze concrete del suo comportamento “se non finisci tu il tuo lavoro, sarò costretta a farlo io al tuo posto” ed al contempo ha reso partecipe Marta delle sue emozioni, rendendo visibile “come il comportamento di Marta l’avesse fatta sentire”, ovvero arrabbiata e frustrata.
  • Sara non ha fatto riferimento alle caratteristiche di Marta come persona, non ha utilizzato appellativi offensivi di alcun genere.
  • Sara ha fatto una proposta ed ha saputo accettare il rifiuto di Marta alla stessa. Ha quindi incentivato Marta a proporre possibili soluzioni, aprendosi alla possibilità di altre alternative, rispetto alla soluzione che lei aveva inizialmente ipotizzato.
  • Anche Marta ha risposto in modo diverso, senza sentire la necessità di “andarsene sbattendo la porta”. In questo caso è riuscita a parlare in modo chiaro con la collega ed a proporre una soluzione valida.

Formulare critiche costruttive può influire in modo significativo sull’esito dei nostri scambi comunicativi con gli altri e, se all’inizio applicare questi suggerimenti può apparire difficoltoso, attraverso l’allenamento questa può diventare una modalità stabile e trasversale di affrontare i momenti in cui riteniamo utile formulare delle critiche.

Consultando i nostri e-book in omaggio potrete trovare una descrizione più precisa e dettagliata, corredata da esempi, delle “regole” da seguire nel formulare critiche costruttive.

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