Traumi – 20 minuti a Tetris impediscono il consolidamento dei ricordi traumatici

Traumi – 20 minuti a Tetris impediscono il consolidamento dei ricordi traumatici

Traumi – Alla fine del 2016, una ricerca pubblicata dall’Università di Oxford ha provato che 20 minuti passati a giocare a Tetris possono ridurre il numero di ricordi intrusivi dopo un evento traumatico, limitando così il rischio di sviluppo del disturbo da stress post-traumatico.

“Dopo un trauma psicologico – spiega Anna Cantagallo –  le immagini o suoni relativi all’evento possono far riemergere sotto forma di flashback vividi causando elevati livelli di stress.

” Questa sintomatologia caratterizza in particolar modo il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) e ridurre il numero di ricordi intrusivi porterebbe la restrizione delle possibilità che questo complesso di sintomi peggiori e sfoci nel PTSD o in depressione.

Traumi – 20 minuti a Tetris impediscono il consolidamento dei ricordi traumatici

“L’ipotesi di base di uno studio pubblicato su Molecular Psychiatry – continua Anna Cantagallo –  è che ciò sia possibile tramite un intervento che usufruisce di un gioco per computer che prevede un carico cognitivo consistente (Tetris), troncando così il consolidamento di elementi sensoriali del ricordo del trauma.”

È stata quindi messa a punto una procedura a partire da due nozioni: dalla neurobiologia sappiamo dell’esistenza di una finestra temporale di alcune ore successiva al trauma durante la quale la memoria è malleabile e danneggiabile, mentre dalle scienze cognitive è emerso che compiti ad alte richieste visuo-spaziali eliminano gli aspetti sensoriali, soprattutto visivi, della memoria tramite competizione data dalle limitate risorse cognitive quando la memoria è labile.

Traumi – 20 minuti a Tetris impediscono il consolidamento dei ricordi traumatici

Quindi un compito ad elevate esigenze visuo-spaziali presentato nella finestra temporale del consolidamento, dovrebbe ridurre la presenza dei ricordi intrusivi derivanti dal trauma.

L’intervento è suddiviso in due parti: una prima fase nella quale viene chiesto di ritornare con la memoria all’incidente e raccontare succintamente i peggiori momenti che lo hanno caratterizzato, seguita poi da un periodo di almeno 10’ continuativi e per un totale di 20’ di gioco a Tetris.

I partecipanti che facevano parte della condizione sperimentale, che avevano quindi giocato a Tetris per 20 minuti, riferivano una restrizione dei ricordi intrusivi nella settimana successiva all’incidente e una riduzione della sofferenza derivante dai sintomi intrusivi rispetto al gruppo di controllo.

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“Infine –  spiega Anna Cantagallo –  si tratta di una tecnica o strumento che si accompagna alle sedute con il terapeuta ed è molto accettata e sopportata dai pazienti, sia per la sua brevità, sia per la sua semplicità così come per il suo basso costo.

Anzi il terapeuta deve saperla consigliare nelle dosi idonee e nel periodo migliore per il paziente.”
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