Tesla Revolution “Se quando vi svegliate pensate che il futuro sarà migliore delle previsioni”

Tesla Revolution “Se quando vi svegliate pensate che il futuro sarà migliore delle previsioni”

Tesla Revolution “Se quando vi svegliate pensate che il futuro sarà migliore delle previsioni, è un giorno fantastico. Altrimenti, non lo è.

If you get up in the morning and think the future is going to be better, it is a bright day. Otherwise, it’s not.”

Elon Musk – Fondatore e Chairman di Tesla Inc.

Elon Musk, l’imprenditore dalle tre nazionalità e dalle mille risorse, è un essere umano molto raro, abitato da una visione ancor più difficile da trovare. Egli fa parte di quella ristretta cerchia di gente abitata da sogni, ideali, prospettive nuove, capacità di cambiamento.

Quella cerchia che include Steve Jobs, Nelson Mandela, John Lennon. La visione di Musk ha una portata extra-terrestre, che oltrepassa i limiti di questo pianeta. Esso fantastica di spostare una porzione della nostra civiltà su Marte, fondando una colonia di 80.000 abitanti.

Tesla Revolution “Se quando vi svegliate pensate che che il futuro sarà migliore delle previsioni”

Questo per prevenire la nostra estinzione, data come certa dallo stesso Musk:

Le alternative sono due: andare a colonizzare altri pianeti o estinguerci come specie. Un’evento che porti alla nostra estinzione è inevitabile e stiamo tutti concorrendo a rendere le contingenze ancor più favorevoli per un esito del genere.”

Un’idea condivisa da diversi scienziati ed esperti nel settore dell’inquinamento ambientale e nel surriscaldamento globale. Uno tra tutti l’attore premio Oscar Leonardo DiCaprio:

Il cambiamento del clima è reale e sta succedendo ora. Dobbiamo alzare la voce per supportare i diversi leader nel mondo che non parlano per compiacere le grandi coorporations, bensì per l’intera umanità.”

Elon Musk, nella sua visione di cambiamento radicale per arrivare alla colonizzazione del Pianeta Rosso, ha creato e investito in una compagnia chiamata Tesla Inc, in onore del famoso scienziato di inizio secolo.

 

“La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”.

Nikola Tesla


 

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Quest’azienda produce macchine alimentate ad energia elettrica, disegnate con un’assidua ricerca del dettaglio e della quota di distinzione rispetto agli altri. Un autocompiacimento delle piccole differenze che ha reso Tesla la perla dell’innovazione tecnologica a livello mondiale.

“Quando uscì sul mercato furono pochissimi i primi acquirenti e non a caso: la curva di Roger e Moore rappresenta perfettamente cosa succede quando un nuovo prodotto tecnologico arriva sul mercato e si presenta a clienti mai visti prima.” spiega Anna Cantagallo.

 

“Essa è definita ‘curva di adozione della tecnologia’.

Come si può notare, gli innovatori sono la percentuale più piccola: 2,5%, i primi acquisitori solo il 13,5% e dopo di loro troviamo un baratro, che divide le prime due fette della curva, la ‘spinta tecnologica’, dalle tre ultime fette definite ‘maggioranza del subito’, ‘maggioranza del dopo’ e ‘ritardatari’, accomunate dall’espressione ‘spinta della domanda’.

Prima si convincono gli innovatori e i primi acquisiti e solo dopo si parla alla massa.” continua Anna Cantagallo.

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I primi acquisitori sono sempre pochi perchè coraggiosi e, spesso, amanti del rischio.

In particolare, i primi Tesla Owners nel mondo erano consci del cambiamento che guidare una macchina elettrica può apportare a livello ambientale: il riposizionamento dal motore a scoppio all’elettrico è una presa di coscienza sul danno provocato dall’inquinamento e attesta un’attiva volontà di fare qualcosa che, nel suo piccolo, generi comportamenti eco-solidali negli altri, uno shift dalle manie nocive per abbracciare il mondo dell’energia sostenibile.

Tutti i guidatori di EV (electric vehicles) hanno anche esperito delle situazioni che solo, fortunamente o no, solo un EV come la Tesla permette di vivere.

Una di queste è una situazione alla portata di tutti: la cosiddetta ‘range anxiety’.

“Essa indica l’ansia che colpisce i guidatori di macchine elettriche, i quali, visti i pochi posti di rifornimento per caricare la batteria delle loro auto, temono di non poter arrivare alla finalità prefissata mandando possibilmente a monte tutti gli impegni di una giornata.

La range anxiety la possiamo in verità provare tutti: quante volte ci siamo detti: “come posso arrivare a stasera con il poco sonno di questa notte?” o ancora “la mia energia è al limite, non mi ricaricherò mai in maniera sufficiente” racconta Anna Cantagallo.

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Un articolo del Washington Post ha in verità dimostrato che la range anxiety è sovrastimata, poichè una normale carica permetterebbe a quasi il 90% degli abitanti di una città di fare tutti i loro giri senza rimanere a secco.

Certo, rimane il problema dell’altro 10% dei guidatori.  E rimane il problema della possibilità di riempire l’auto a casa propria. Infatti, un corollario del progetto di Tesla è l’installazione di un modulo elettrico per l’alimentazione fuori casa, alimentato da pannelli solari posti sul tetto.

In questo modo, quando si torna a casa non è solo l’individuo a ricaricarsi, ma anche la macchina: la sua “casa” fuori casa. Ovviamente, chi non ha grandi disponibilità economiche trova difficile installare un modulo di questo tipo.

Allo stesso modo, chi possiede un EV e abita in un condominio, lascia la macchina sulla strada dove potrebbero non esserci i ricaricatori.

Tuttavia, l’amministrazione Obama aveva disposto dei ‘grandi piani’ (molto complicati) per l’installazione di molte stazioni di ricarica così da prevenire la range anxiety nei suoi connazionali.

Dopo l’elezione di Trump, la situazione si è molto complicata. In prima analisi, perchè le leggi introdotto da Obama forzavano le case automobilistiche a standard troppo alti riguardo le emissioni e in seconda analisi, perchè è difficile cambiare leggi difficili. Staremo a vedere.

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Nel caso pratico in cui un guidatore proprio non sapesse se il suo destino è fermarsi perchè senza elettricità o tornare a casa senza problemi, la soluzione migliore sembra essere il cosiddetto ‘slow-driving’.

Uno stile di guida lento, per cui non vi sono accelerazioni improvvise e continue e il motore può utilizzare l’energia disponibile per più chilometri. Questo stile può essere adottato anche dopo un periodo fast, per controbilanciare i chiometri bruciati con le prime riserve di energia.

Inoltre potrebbe essere utile ridurre il raffrescamento e il riscaldamento di 2-3 gradi” propone Anna Cantagallo.

Ci sono due modi per vivere lo slow-driving, antitetici e dipendenti dalla situazione e dalla personalità dell’utente:

  • Risposta arancione: “Finalmente un po’ di pace! Posso guardare i social, godermi il paesaggio, rispondere alle mail con tutta la calma del mondo. Posso anche io ricaricarmi.”
  • Risposta blu: “Con tutti i giorni, proprio oggi devo andare così lento. Non ce la posso fare.”
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La prima risposta, positiva, è solita delle persone tranquille, che sanno ‘perdere tempo’, che amano i periodi di tranquillità tra un’attività ed un’altra.

La seconda risposta, invece, è più spesso osservabile in chi non sa ‘perdere tempo’ e in chi abitualmente vive male la fisiologica ansia che ritardare o andare ad un ritmo più tranquillo del solito può dare.

A questa risposta seguono dei comportamenti ansiolitici, quali fumarsi una o più sigarette o mangiare le cose sbagliate fuori pasto.

E voi, siete uno slow-driver di natura? O credete nel motto ‘Live fast, die young?’

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