STRUZZI O PAGURI – Come reagiamo nelle situazioni “critiche” della vita

Diversi possono essere gli eventi che proiettano la persona in una condizione di crisi: si pensi alla perdita del lavoro, a problemi economici o familiari, a lutti o separazioni. Volendo offrire un esempio concreto faremo riferimento ad un episodio specifico.

Giorgio è un uomo di mezza età che ha lavorato per più di vent’anni in un’azienda di piccole dimensioni. Si ritiene esperto nel suo lavoro e sa tutto quello che deve sapere, tanto che si offre spesso per dare consigli ed aiutare i colleghi meno esperti. Avendo una certa anzianità in azienda è anche uno dei dipendenti meglio pagati. Giorgio sa già cosa aspettarsi dalle sue giornate, il lavoro dalle 8 e mezza alle 17.30 – 18 al massimo, con un’ora di pausa al bar dietro l’angolo. Una passeggiata con il cane prima di cena ed al fine settimana qualche gita con la moglie o un po’ di relax in divano davanti ad una partita di calcio. La vita di Giorgio è simile a quella di molti di noi. A causa della crisi economica e della diminuzione degli ordini l’azienda di Giorgio è costretta a diminuire i dipendenti, Giorgio è tra quelli licenziati, il suo stipendio è troppo alto e l’azienda preferisce investire su giovani apprendisti. Le abitudini di Giorgio ed il suo stile di vita vengono messi in discussione da un evento esterno, il licenziamento, e non sono più sostenibili. L’uomo si sente spaesato, confuso e non sa come muoversi, come agire, potremmo dire che entra in “crisi”.

Si è detto che la “crisi” rappresenta una fase all’interno di un più ampio processo, che è quello del cambiamento. Le modalità per uscire da questa fase implicano la disponibilità a scegliere, a mettersi in gioco, a sperimentarsi in contesti nuovi rispetto a quelli a cui siamo abituati, in sunto a mettersi in discussione. Abbiamo lasciato Giorgio nell’ambito di una profonda fase di crisi; da tanti anni costruiva se stesso come un lavoratore qualificato dell’azienda X, ora non sa più come vedersi e rappresentarsi, e fatica ad individuare un altro modo per vivere, così come altre possibilità di lavorare per vivere. Certo sa di avere la disoccupazione, ma anche quella finirà prima o poi e pur avendo qualche soldino da parte, deve pensare a come provvedere a se stesso ed alla moglie negli anni a venire.

Non vi sono soluzioni preconfezionate per uscire da un periodo di crisi. In linea generale, tuttavia,  risulta utile individuare e mettere da parte abitudini e comportamenti non più adeguati alla situazione attuale  e sperimentare modalità e alternative diverse rispetto a quelle praticate fino a quel momento.

A questo proposito, appare illuminante un esempio offertoci dalla natura: il paguro. Si tratta di un crostaceo che si avvale, allo scopo di proteggersi, di conchiglie abbandonate da altri molluschi. Questa scelta adattiva, in alcune zone del mondo, è entrata in contrasto con il progressivo aumento del numero di rifiuti prodotti dagli essere umani e dispersi in mare e con la tendenza da parte dei turisti a raccogliere le conchiglie nelle spiagge, diminuendo l’effettivo numero di “case” a disposizione. I paguri hanno saputo individuare un espediente estremamente originale per sopravvivere, data la diminuzione del numero di conchiglie e l’aumento di rifiuti di vario genere. Hanno saputo “prendere atto” del cambiamento a carico del proprio ambiente naturale ed individuare soluzioni nuove per vivere. Alcuni paguri hanno cominciato ad utilizzare i rifiuti (pezzi di latta, plastica, vetro ecc.) come “corazze”, garantendosi una seppur artificiale “protezione” dai pericoli del proprio ambiente. Il comportamento del paguro mette chiaramente in luce come a fronte di un periodo di crisi, sia fondamentale assumere un ruolo attivo, proattivo e orientato a cercare soluzioni, anche molto distanti dalle nostre precedenti abitudini.

Giorgio, ha saputo assumere un ruolo di questo tipo, investendo in idee e soluzioni nuove rispetto alle sue precedenti abitudini. Ha cominciato a frequentare seminari e fiere del suo settore ed a documentarsi sulle recenti frontiere della sua professione, cosa che non aveva quasi mai potuto fare durante gli anni di lavoro dipendente. In uno di questi eventi ha incontrato un vecchio cliente della sua azienda, che da anni aveva interrotto la collaborazione con la stessa per motivi di natura economica, ma che aveva mantenuto un ottimo ricordo di Giorgio e della sua professionalità. Questo signore, incontrato “fortuitamente” in una fiera di settore, è divenuto il primo cliente di Giorgio in partita iva. Successivamente sono arrivati e continuano ad arrivare altri clienti, in parte tramite passaparola e conoscenze, in parte tramite un’attività mirata di auto-promozione.

Nel web e probabilmente nella rete di conoscenze di ciascuno di noi, si trovano molte esperienze affini a quelle di Giorgio. C’è chi inviando curriculum o presentandosi di persona ha trovato un nuovo lavoro, chi ha attivato la rete di contatti e conoscenze trovando un nuovo posto, chi ha avviato un’attività commerciale in proprio, chi ha trasformato una vecchia passione in una fonte di reddito, chi ha imparato un nuovo mestiere e così via.

Questo elenco non vuole rappresentare una lista di soluzioni precostituite, l’esperienza di ciascuno è unica è specifica. Si propone piuttosto di offrire degli esempi relativi alla possibilità di assumere un ruolo attivo rispetto alla propria vita e ad un periodo di crisi, cercando, coltivando e costruendo soluzioni valide e credibili per ciascuno.

 

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