Social network – Come prevenire la dipendenza da internet

Social network – Come prevenire la dipendenza da internet

Social network – Essere così social sul web porta i giovani a isolare se stessi nella vita quotidiana?

Anna Cantagallo racconta che uno studio molto recente del 2017 pubblicato dall’American Journal of Preventive Medicine fa emergere le prove di una realtà piuttosto triste:

un’intensa attività sui social corrisponde a una scarsa relazione con altri nella vita “reale”.

“Lo studio, in particolare, usa il tempo trascorso su piattaforme sociali come ad esempio Facebook, Youtube, Twitter ed Instagram come variabile per valutare come esso possa portare la persona a isolarsi quotidianamente.

È stato rilevato, da Primack e i suoi colleghi, che gli individui che affermano di impiegare almeno due ore al giorno sul web riportano nel 50% dei casi di sentirsi isolati.

Questo gruppo di soggetti viene confrontato con coloro che non passano più di 30 minuti al giorno sui social network, e che si sentono molto più integrati.”

Social network – Come prevenire la dipendenza da internet

Come interpretare questi risultati?

“Il distacco sociale è da considerare – spiega Anna Cantagallo – come un campanello d’allarme e un fattore di rischio per un aggravamento generale nella salute dell’individuo, andando a peggiorare sintomi di eventuali malattie sia fisiche che psichiche pregresse.

Tuttavia questo studio non basta per provare una relazione diretta tra maggior uso di social media e isolamento sociale, dato che potrebbero esserci altri fattori che intervengono, ambientali o propri della personalità dell’individuo.

È difficile infatti controllare le variabili in questione, ad esempio sapere quanti contatti “reali” la persona effettivamente avesse prima dello studio.

Tuttavia questi risultati dovrebbero invitare i frequentatori più assidui a mettersi in discussione e a chiedersi se il proprio tempo potrebbe essere speso in maniera più fruttuosa e benefica.”

Social network – Come prevenire la dipendenza da internet

In passato sono stati condotti altri studi a riguardo?

“Steinfield e colleghi, nel 2008, – racconta Anna Cantagallo – avevano già affrontato l’argomento usando un’analisi longitudinale di dati ricavati da alcuni utenti Facebook.

Essi studiarono la relazione tra frequenza d’uso, alcuni indici di benessere psicologico, e la realizzazione di connessioni sociali tra gruppi eterogenei. Sono state condotte due interviste a 18 utenti facebook ad un anno di distanza; una maggiore frequenza d’uso il primo anno correlava significativamente con maggiori connessioni eterogenee il secondo anno.

Furono esaminate anche altre variabili psicologiche come autostima e soddisfazione di vita.

L’autostima fungeva da “mediatore” tra intensità di uso del social media e allargamento della rete sociale; pare che facebook aiuti coloro che hanno una bassa autostima ad allargare la propria rete sociale e a renderla eterogenea.

Questi dati sembrano confutare quelli ottenuti dallo studio di Primack, ma in realtà il fatto che la persona diventi più disposta ad aprirsi a gruppi sociali diversi dal proprio non significa che poi questo non possa allo stesso tempo rovinare la sua effettiva capacità di socializzare nella realtà.

Infatti lo studio in questione non fa distinzione tra interazioni in rete e interazioni reali, ma parla in generale della predisposizione dell’individuo ad aprire la propria mente e ad accogliere idee diverse dalle proprie.”

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“Un altro studio condotto nel 2009 da Namsu Park e colleghi indaga tramite un sondaggio via web fatto a 1,716 studenti di college quali siano le gratificazioni ottenute dal condividere  gruppi Facebook.

Un’analisi fattoriale ha rivelato quattro principali “bisogni”: socializzazione, divertimento, ricerca di un proprio status e notizie.”

Gratificazione grazie alla socializzazione e isolamento sociale: non è una contraddizione?

“Ciò che l’individuo percepisce come socializzazione non implica un effettivo ampliamento delle proprie reti sociali.

L’utilità e i risvolti positivi dei social media sono indubbi, a livello di propagazione di informazioni e di mantenimento di contatti.

Il problema sussiste nel momento in cui la creazione di queste reti online non consente di socializzare durante la quotidianità.

L’individuo crea una sua realtà virtuale ed ingannevole in cui si sente “circondato” da milioni di persone, ma la realtà è che se questi contatti non vengono estesi alla realtà, la socializzazione sul web si traduce in isolamento sociale.”

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