Prevenire a tavola – elementi necessari per un buon invecchiamento

Prevenire a tavola – elementi necessari per un buon invecchiamento

Prevenire a tavola – Anna Cantagallo spiega quali sono gli elementi necessari per un buon invecchiamento, descrivendo in che modo si può drasticamente ridurre il rischio di contrarre patologie tipiche dell’avanzamento di età, e non solo.

Arrivare alla fase di anzianità perfettamente sani si può. Ma come?

Certo, mantenersi in esercizio, sia fisico che mentale, è importante. Ma c’è un altro fattore che negli ultimi decenni abbiamo trascurato fin troppo: il cibo.

Noi siamo quello che mangiamo, le vitamine che integriamo, le fibre che assumiamo, l’energia che ogni giorno mettiamo in corpo per lavorare, fare sport e divertirci.

Senza una corretta alimentazione si riducono anche l’energia, la forza, la concentrazione; mentre aumentano sensazioni spiacevoli come quella della ritenzione e della pesantezza.

“Una delle conseguenze della cattiva alimentazione è la diminuzione delle prestazioni cognitive

–  racconta Anna Cantagallo –

consumare troppo cibo spazzatura non solo fa ingrassare ma compromette anche abilità cognitive come quelle mnemoniche”.

Prevenire a tavola – elementi necessari per un buon invecchiamento

A stabilirlo è stata una ricerca dell’Università della California, la quale ha dimostrato che il cibo dei fast food e gli alimenti più calorici, formati da grassi saturi, avevano un effetto negativo sulle sinapsi del cervello e sulle molecole relazionate con la memoria e l’apprendimento.

Nella ricerca un gruppo di topi veniva alimentata con cibo spazzatura, mentre l’altro con una dieta equilibrata.

Quando i ricercatori spingevano gli animali a fare determinati esercizi si è subito notato che, mentre il secondo gruppo risultava scattante, il primo manifestava una diminuzione di motivazione e anche riduzione di reazioni fisiche e mentali.

Seguire un’alimentazione ricca di cibi malsani pertanto significa assumere alimenti ricchi di calorie vuote, ma poveri dal punto di vista nutrizionale, espressione che riduce le possibilità di una vita sana, nel pieno possesso di tutte le nostre facoltà cognitive al massimo delle loro potenzialità.

Prevenire a tavola – elementi necessari per un buon invecchiamento

Una cattiva alimentazione ha un impatto anche su specifiche malattie oltre che sulle abilità?

“Certamente – risponde Anna Cantagallo – possiamo pensare alle patologie neurodegenerative.

Non si deve mangiare bene solo per l’angoscia di aumentare o la voglia di diminuire il proprio peso ma per proteggersi dagli effetti negativi che una cattiva alimentazione comporta.

Ad esempio lo studioso Valter Longo ha messo a punto una dieta, frutto di numerosi studi fatti su una popolazione che non correva il rischio di contrarre patologie neurodegenerative.

In seguito, con i suoi collaboratori, ha osservato l’andamento di una popolazione affetta da sclerosi multipla che seguiva la dieta.

E ha notato dei grandi avanzamenti che riguardavano sia l’abbattimento di cellule autoimmuni che la rigenerazione della mielina, la guaina di proteine e grasso che protegge i neuroni, le fibre nervose e il nervo ottico dell’organismo e che viene attaccata dal sistema immunitario, fino alle lesioni (sclerosi) che impediscono una corretta trasmissione degli impulsi nervosi.

Prevenire a tavola – elementi necessari per un buon invecchiamento

È questo il motivo per cui questo sistema alimentare è stato soprannominato “la dieta della longevità”.

Lo stesso Umberto Veronesi, venuto a mancare da poco tempo, ha detto a proposito della dieta mima digiuno che “abbassa i fattori di rischio associati all’invecchiamento, come ad esempio le malattie cardiovascolari, il diabete, l’obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il cancro.

L’invecchiamento viene rallentato, assicurandoci dieci anni di vita in più e in buona salute”.

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