PERCHÉ ALCUNE CRITICHE FANNO COSÌ MALE?

In alcuni articoli precedentemente pubblicati e nel contesto dell’e-book “Formulare critiche costruttive: cinque tappe” abbiamo ribadito l’utilità delle critiche ed il fatto che esse ci offrano l’opportunità di cambiare, migliorare ed individuare nuove soluzioni.

Ciò nonostante, l’aver provato un vissuto di forte disagio a seguito di una critica altrui rappresenta un’esperienza comune a ciascun individuo.

Anche attraverso questo tipo di esperienze molti sono arrivati a pensare che criticare voglia dire “far star male l’altro” o che essere criticati “sia necessariamente un’ esperienza negativa”.

Frequentemente, nel linguaggio comune, vengono formulate espressioni quali: “Vorrei dire a Tizio questa cosa, ma ho paura di ferirlo”, oppure “So che se facessi notare a Caio questo aspetto si arrabbierebbe tantissimo”, ed ancora “Spero di aver fatto tutto correttamente, non sopporterei che la tal persona mi criticasse”. Si tratta di affermazioni che rimandano ad una concezione della critica come qualcosa di doloroso, punitivo e da evitare.

Le critiche possono accompagnarsi a vissuti di disagio, da parte di colui che critica o che è criticato, ma ciò non è scontato, ne necessario.

Un primo elemento che può aiutare ad approfondire queste considerazioni è la distinzione tra critiche costruttive e distruttive: non sono le critiche in quanto tali “a fare male”, bensì un particolare sottotipo di critiche, che possiamo definire critiche distruttive.

La differenza tra le sopracitate tipologie di critiche si coglie osservandone le conseguenze.

  •   Le critiche distruttive generalmente arrivano a ferire l’altro, imbarazzarlo, farlo sentire inadeguato, in colpa o svilirlo. Sono generate dall’esigenza di “sfogare” le emozioni di chi le formula (quali rabbia, frustrazione, paura ecc), più che di modificare i comportamenti di chi le riceve.
  •  Le critiche costruttive, invece, consentono di promuovere comportamenti e soluzioni utili per le persone coinvolte, attraverso un rapporto di collaborazione e dialogo tra le stesse. L’obiettivo è quello di modificare i comportamenti non adattivi, e di promuovere il benessere e la comprensione tra le parti.

La domanda che ci siamo posti inizialmente, ovvero  “Perché alcune critiche fanno così male?”, può essere riformulata nel modo seguente: “Perché le critiche distruttive fanno così male?”.

La riflessione in merito a caratteristiche e specificità delle critiche distruttive mette in luce che,  pur essendo molto variegate e differenti tra loro, appaiono connotate da alcuni aspetti “fondativi”.

 Tali critiche:

  •   Solitamente sono rivolte alla persona nella sua totalità, piuttosto che ad uno specifico comportamento. Ad essere criticato non è un comportamento o una situazione circoscritta bensì l’intera persona.
  •  Spesso colpiscono i punti deboli della persona, gli aspetti in cui si sente più fragile o in difetto.
  • Frequentemente tendono a generalizzare, estremizzare, assolutizzare o enfatizzare gli eventi, i comportamenti o le loro conseguenze.

Per cui, ad esempio,  un singolo comportamento può divenire indicatore di caratteristiche più generali della personalità di chi l’ha attuato: “Se ha fatto una certa cosa, vuol dire che è un certo tipo di persona”. Oppure i comportamenti altrui valutati negativamente vengono esasperati nelle conseguenze, sfruttando un detto popolare: “fare di un sassolino una montagna”.

Imparare a distinguere le critiche distruttive rispetto a quelle costruttive ed, al contempo, acquisire delle modalità di gestione efficaci, può aiutarci ad affrontare in modo proficuo gli scambi comunicativi che ci vedono coinvolti ed a vivere più positivamente questo aspetto della comunicazione umana.

Questo argomento vi interessa? Nell’e-book “Allenarsi a riconoscere le critiche distruttive” troverete la descrizione di alcuni tra i principali tipi di critiche distruttive, corredata da numerosi esempi concreti. 

Continuate a seguirci, i nostri prossimi articoli ed e-book saranno focalizzati sulle modalità di risposta e di gestione delle critiche distruttive.

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