Open Business o L’Arte del Non Morire

Open Business o L’Arte del Non Morire

Open Business – Anna Cantagallo affronta questo interessante tema

L’unico business veramente funzionale in questa seconda metà degli anni ’10: è l’Open Business.

Un’azienda che intenda sopravvivere in questo periodo storico deve, allo stesso tempo, saper essere come il circuito elettrico di Faraday e come il magnete che gli si avvicinava:

  • Dev’essere un circuito che, quando smette di generare o è autosufficiente dal punto di vista dell’autonomia, sia ricettivo nei confronti di influenze esterne. Qusta situazione di stallo può essere dovuta a diversi fattori: un’alleanza che si è interrotta, un possibile partner commerciale che ha rifiutato un progetto, una riduzione di clienti. In questi momenti difficili, dimostrate di poter sopravvivere mostrandovi pronti a ricevere.

  • Dev’essere un magnete che, laddove scorge possibilità, vi sia richiamato. Pronti ad allungarsi e a lanciarsi su nuove alleanze, nuovi clienti, nuove fette di mercato che la vostra azienda potrebbe padroneggiare. Siate attraenti come un  magnete.

Open Business o L’Arte del Non Morire

L’azienda deve dunque essere aperta al resto del globo, aperta ai trend di mercato, aperta alle diverse alleanze che il mondo interaziendale offre.

Una via per compiere quest’apertura risiede nell’open communication (OC).

Quest’ultimo è un concetto fondamentale che molte aziende vantano di possedere, ma che solo poche applicano.

Sia chiaro: si può sopravvivere senza open communication, ma è difficile fare un salto di qualità senza di essa.

“L’OC si basa su pochi e ineliminabili principi” aggiunge Anna Cantagallo:

  • La qualità dei rapporti interpersonali.

L’azienda che intende operare in un’ottica di apertura, non deve essere recettiva solo verso l’esterno, ma a maggior ragione verso il suo interno.

I suoi dipendenti devono sentirsi abbastanza liberi da potersi esprimere senza paura di essere pesati.

La fiducia è chiave: la loro deve essere una naturale reazione all’apertura che notano nell’azienda stessa: se essa opera giornalmente secondo un’ottica di trasparenza e mutualità, la reciprocità da parte dei dipendenti verrà da se.

Il primo passo lo deve sempre fare l’azienda, per dimostrare la sua assertività e fare da esempio; chi vi segue e si adatta in maniera postiva, tiene al vostro progetto.

  • Il coinvolgimento migliora le performance.

Se i vostri dipendenti e colleghi si sentono a loro agio, lavoreranno con più facilità per l’azienda.

Se i valori in cui voi credete e la vostra vision risultano essere condivisibili, lavorare diverrà per loro un piacere.

Inoltre, vivranno quello spazio di potenzialità per cui esprimeranno al meglio le loro abilità, sapendo che le loro peculiarità e le loro qualità saranno valutate in senso positivo.

  • Divulgate un obiettivo comune.

A molti piace lavare una macchina, averla splendente, impeccabile.

Ma che energia esprime un ‘guardare, ma non toccare’? Nessuna.

Fate sì che la macchina, che rappresenta la vostra azienda, si muova prima di essere perfetta.

L’importante è andare in qualche direzione, essere dinamici.

I dipendenti, se credono nel vostro progetto, saranno più disponibili a far partire la macchina, a guidarla in certi tratti e a operare lavori di manutenzione nel momento in cui essa si inceppa.

Lavorate insieme per quel goal: senza obiettivi, non serve a nulla muoversi.

  • La chiarezza all’esterno.

Volete attrarre nuovi clienti e fidelizzarli? Dimostratevi assolutamente trasparenti nei confronti del vostro spazio extrapersonale ed extraziendale.

Nel momento in cui un’altra azienda vi cerca e trova in voi una realtà che non nasconde i suoi progetti, sarà maggiormente disposta a fidarsi e condividere questi obiettivi con voi.

Quest’apertura significa anche la messa a disposizione di risorse, strumenti e contenuti aziendali.

Ad esempio, la disposizione a rendere un proprio software o spazio free affinchè gli altri ne possano rallegrarsi appieno. “Facebook ne è l’esempio perfetto: io azienda ti do uno spazio libero in cui poi essere libero (entro limiti dettati dall’etica) e tu utente non mi devi nulla, nemmeno un centesimo, ma se utilizzi il mio prodotto ci guadagno. Idea matta?

La storia insegna che questo open business ha cambiato il modo di stare al mondo.” conclude Anna Cantagallo.

Open Business o L’Arte del Non Morire

Non ci sono radici ai nostri piedi, essi sono fatti per muoversi.
                                                                          (David Le Breton)

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