l’insonnia e la percezione della qualità di vita

Aver dormito bene è il principio di una buona giornata, non appena si è svegli iniziamo la valutazione sulla qualità del nostro sonno. Il sonno è caratterizzato da 5 stadi:
Fase rem: ovvero la fase dei sogni
Fase non Rem che a sua volta è divisa in:
Primo stadio
Secondo stadio
Terzo stadio
Quarto stadio
Le fasi più ristoratrici del sonno sono la fase Rem e gli ultimi due stadi del sonno non Rem. La nostra sensazione di buon sonno dipende da come queste fasi si sono alternate durante la notte, alternanza che dipende da vari fattori tra cui:
Età
Stress
Benessere fisico
È possibile che il sonno sia preceduto da rituali, ad esempio nei bambini abbiamo: l’orsacchiotto, la favola, il bacio della buonanotte; mentre negli adulti possiamo trovare elementi quali: bere una tisana calda, dormire in una determinata posizione o con un determinato cuscino. Tutti questi riti contribuiscono ad accompagnare l’addormentamento e soddisfano la necessità di un buon riposo.
Cosa fare quindi se si soffre di insonnia?
La dottoressa Anna Cantagallo a questo proposito specifica che vi sono 3 categorie di fattori che contribuiscono all’insorgenza dell’insonnia:
Fattori predisponenti
Fattori precipitanti
Fattori di mantenimento
Tali fattori non agiscono mai da soli ma sono in interazione tra loro. Inoltre per far diagnosi di insonnia è necessario che siano rispettati una serie di criteri, tra cui:
Insoddisfazione per la quantità o la qualità del sonno
Il problema si verifica almeno 3 volte a settimana ed è presente per almeno 3 mesi
Il problema è presente anche se si hanno adeguate opportunità a dormire
Il problema non può essere spiegato attraverso l’assunzione di sostanze
Il disturbo crea un significativo disagio al punto di compromettere la quotidianità dell’individuo.

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