I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO: SIAMO SICURI CHE IL BAMBINO SIA SOLO PIGRO O POCO MOTIVATO?

“E’ lento!”… “Potrebbe fare di più”… “Non si impegna abbastanza”… “Bisogna sollecitarlo”… “Non sta attento!” … Quante volte sentiamo queste frasi?!

E se non fossero la motivazione, la svogliatezza, la pigrizia, la disattenzione, le cause del suo apprendimento rallentato, dei suoi quaderni in disordine, della sua testa tra le nuvole…?

Per gentile concessione di Ph Alessandro Boscolo Agostini

Per gentile concessione di Ph Alessandro Boscolo Agostini

Può non essere facile come genitori accettarlo, ma potremmo trovarci di fronte ad un disturbo dell’apprendimento.

Tranquillizziamoci subito su un aspetto: un disturbo dell’apprendimento, detto anche disabilità di apprendimento, non è un problema di intelligenza! Ci sono stati e ci sono personaggi famosi caratterizzati per esempio da Dislessia: inventori come Albert Einstein e Thomas Edison, scrittori come Agatha Christie, Gustave Flaubert o Lewis Carroll, atleti come Magic Johnson e Muhammad Alì, attori del calibro di Tom Cruise, Whoopi Goldberg, Keanu Reeves e Robin Williams! Questo per dire che un disturbo dell’apprendimento non pregiudica la possibilità di realizzarsi e fare la differenza in diversi ambiti.

Se pensiamo al nostro cervello come ad un computer che elabora informazioni, un disturbo dell’apprendimento è causato proprio da una diversità a livello cerebrale nel modo in cui le informazioni vengono ricevute, elaborate e comunicate.

I bambini, e quindi gli adulti, con queste problematiche vedono, sentono e capiscono le cose in modo diverso.

I DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) come la dislessia, la discalculia e la disgrafia, hanno a che fare con la percezione e non con la motivazione.

Per questo motivo, non si tratta di sforzarsi di più, fare più attenzione, guardare meglio o aumentare da soli la motivazione: i bambini con disturbi dell’apprendimento hanno bisogno di aiuto per fare queste cose.

C’è differenza tra difficoltà e disturbo, tuttavia la scienza, con i suoi enormi progressi nella comprensione del funzionamento del cervello ci offre il concetto di “neuro plasticità”: modificarsi attraverso la generazione di nuove cellule e connessioni tra esse in risposta alle esperienze e all’apprendimento. Questa importante scoperta ha condotto gli esperti del settore a delineare trattamenti innovativi ed efficaci per “allenare” il nostro cervello.

Per questo è fondamentale una diagnosi precoce, nei primi anni della scuola primaria, in modo da sostenere adeguatamente questi bambini attraverso strumenti compensativi (previsti dalla legge e adottati dalle scuole) e training individuali, in modo tale da non accumulare ritardi scolastici, sviluppare bassa autostima e sentimenti di frustrazione.

Una diagnosi precisa permette d’altra parte di non confondersi con altre situazioni di difficoltà di apprendimento che hanno altre origini:

–  variazioni del rendimento scolastico che possono essere presenti in qualsiasi bambino.

–  disagi emotivi dovuti ad eventi specifici come la separazione dei genitori, la nascita di un fratellino, problemi di salute, la morte di un familiare, che possono apportare cambiamenti vissuti come esperienze che creano ansia e preoccupazioni nel bambino.

I disagi emotivi, infatti, possono incidere negativamente sull’apprendimento scolastico.  Il bambino può manifestare sintomi come la diminuzione dei tempi di attenzione, diminuzione della motivazione e reazioni comportamentali di passività o aggressività che sono presenti anche nei DSA ma in questo caso hanno altra origine e quindi trattati diversamente.

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