DSA: LE DIFFICOLTÀ E I SINTOMI PER I QUALI CHIEDERE UNA DIAGNOSI

I bambini che presentano disturbi dell’apprendimento, sono spesso rimproverati o puniti per mancato impegno e svogliatezza, e si sentono spesso dire frasi del tipo: “Se ti impegnassi di più, avresti maggiori risultati”. “Non studi, non ti applichi”. Tuttavia, il non impegnarsi e il non studiare a sufficienza è in realtà la conseguenza e non la causa.

La difficoltà incontrata nell’apprendere produce in questi bambini disagio, frustrazione e scarsa fiducia in se stessi. Ecco che demotivazione e problemi della condotta sono una conseguenza delle loro difficoltà di apprendimento, perché l’impegno che questi bambini ci mettono non è sufficiente a produrre i risultati dei compagni: è tutto “molto faticoso”.

Non studiare è la conseguenza non la causa.

Ecco perché è importante diagnosticare precocemente tali difficoltà ed intervenire con trattamenti specifici.

 Ma quali sono le tipiche manifestazioni dei disturbi dell’apprendimento?

 Gli insegnanti sono formati e ormai sanno riconoscere determinate manifestazioni, inoltre sono già presenti nella scuola primaria dei progetti di verifica periodica dei livelli di apprendimento che permettono di identificare i bambini con determinate difficoltà.

Una lettura scorretta (numero di errori commessi durante la lettura) e/o lenta (tempo impiegato per la lettura) è caratteristica nella dislessia, e può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto.

Oltre al numero di errori, il bambino spesso compie errori tipici nella lettura e nella scrittura come l’inversione di lettere e numeri (per es. 31 – 13); la sostituzione di lettere (m invece di n, b invece di d).

Può presentare difficoltà nelle tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno.

Si può confondere nei rapporti spaziali (la destra con la sinistra) e temporali (ieri/domani, mesi e giorni, lettura dell’orologio).

Difficoltà nell’espressione verbale del proprio pensiero.

In alcuni casi si riscontrano difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe).

L’attenzione e la concentrazione possono avere conseguenze negative.

Anche problemi psicologici, quali la demotivazione, la scarsa autostima, si sviluppano come conseguenza e non causa dei DSA.

Sia a scuola che a casa il bambino appare disorganizzato nelle sue attività. A scuola, in particolare ha difficoltà a copiare dalla lavagna e a trascrivere istruzioni impartite oralmente dall’insegnante.

Il DSA comporta quindi un impatto negativo per l’adattamento scolastico.

Vediamo ora le aree implicate.

ELABORAZIONE LINGUISTICA: quando, per esempio, l’insegnante pone una domanda alla classe, mentre gli altri bambini stanno elaborando la risposta, il bambino con DSA continua ad elaborare la domanda ed arriva alla risposta molto dopo gli altri bambini. Ha un processo di elaborazione doppio e questo gli produce la sensazione che tutto vada molto ad alta velocità. Il bambino con tale disturbo è convinto che gli altri parlino molto velocemente, ma in realtà è lui che ha problemi nell’elaborare le informazioni che gli arrivano.

TEMPI DI ATTENZIONE E DISTRAIBILITA’: avendo tempi di elaborazione più lunghi i bambini con DSA faticano a concentrarsi su un singolo stimolo e sono facilmente distraibili.  Sono attratti da tante altre cose contemporaneamente.

PERCEZIONE VISIVA: il bambino con DSA vede, ma non dà il giusto significato a ciò che osserva, quindi ha bisogno che gli vengano date le giuste indicazioni.

Non si tratta di motivazione, perché la motivazione ci aiuta a fare al meglio ciò che sappiamo già fare, mentre i DSA sono causati da un problema di percezione.

La demotivazione è una conseguenza delle sue difficoltà.

Un’altra emozione negativa che subentra è la frustrazione in quanto il bambino pensa di essere l’unico a non capire un compito che i suoi compagni risolvono senza troppe difficoltà.

PERCEZIONE SENSORIALE: la difficoltà di scrittura è frequente in quanto il bambino può presentare difficoltà nella percezione visuo-motoria ricevendo un’informazione dagli occhi e una diversa dagli altri organi di senso.

DISNOMIA: quante volte ci rendiamo conto di saper eseguire più compiti contemporaneamente (le mamme ne sanno qualcosa), questo perché ci sono comportamenti che, una volta appresi, diventano automatici (guidare, cucinare, vestirci…) Ci sono però dei compiti definiti “cognitivi” che richiedono molta attenzione. il bambino con DSA può eseguire un COMPITO COGNITIVO alla volta. Facciamo un esempio: Se il bambino deve raccontare qualcosa che gli è accaduto, non riesce a trovare le parole adatte, “ce le ha sulla punta della lingua”, e questo accade perché tale recupero è una operazione costituita da due processi cognitivi: “IMMAGAZZINAMENTO” e RECUPERO DELL’INFORMAZIONE. Il bambino quindi ha bisogno di più tempo per svolgere un compito rispetto agli altri e questo gli provoca molta ansia.

LEGGERE E DECODIFICARE: per chi non soffre di DSA, dare un significato diverso allo stesso simbolo in base alla sua diversa posizione spaziale è normale. Il bambino con DSA ha difficoltà in questo riconoscimento per cui, ad esempio, confonde “p”, “d”, “q”, “b”, e non riesce a seguire le righe mentre scrive. Per cui leggere e comprendere il testo risulta difficile per lui.

COMPRENDERE LE ISTRUZIONI SCRITTE (2° compito cognitivo): La “comprensione del testo” diventa un problema in quanto, quando il bambino legge, tutte le sue energie sono spese per la decodifica del testo (1° compito cognitivo) a spese della comprensione. Può però capire e imparare ascoltando: è perciò importante avere materiale verbale inciso su cassette. Non riuscendo a copiare dalla lavagna si potrà fargli una copia degli appunti presi dai compagni.

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