CRITICHE COSTRUTTIVE O DISTRUTTIVE? La parola a Sara e Marta

Un aneddoto..

Sara arriva in ufficio di cattivo umore, è arrabbiata con la collega Marta, che non ha rispettato un’importante scadenza. Le due colleghe si erano divise equamente lo svolgimento di un compito, ma al giorno stesso della scadenza, Marta non ha svolto se non parzialmente la propria parte.

Sara non conosce le ragioni di Marta ma decide di affrontarla; vuole parlare con Marta per farle capire che il suo comportamento non le piace, che la situazione deve cambiare e che le cose non possono andare avanti così. La affronta:

Sara: È possibile che devi sempre lasciarmi nei guai, a volte mi stupisco di quanto tu sia menefreghista, sei sempre la solita, si vede che non ti importa del tuo lavoro, ma non ti permetterò di danneggiarmi.

Marta: Ascolta..io non…

Sara: C’è poco da ascoltare se andiamo avanti così lo studio va in rovina!

Marta: Basta!!! Con te non si può mai parlare, non ho intenzione di stare qua a sorbirmi la paternale.

Marta esce sbattendo la porta.

Cos’è successo? Qualcosa che con una certa frequenza capita a ciascuno di noi.

La volontà è quella di migliorare le cose, di risolvere un problema, di modificare una soluzione che crea disagio, il risultato si traduce nello sperimentare rabbia, delusione e risentimento reciproco.

La discussione non porta ad una soluzione del “concreto problema o disagio sperimentato”, ma (sfruttando un detto popolare) “avvelena gli animi” senza risolvere nulla.

Spesso nelle intenzioni vogliamo modificare le situazioni in un’ottica migliorativa, tuttavia nella pratica il modo in cui ci rapportiamo con gli altri porta ad esiti indesiderati.

Esiti che possono essere (almeno parzialmente) ricondotti alla scarsa conoscenza delle regole che consentono di formulare correttamente le critiche.

La critica rappresenta un’occasione di miglioramento ed uno strumento fondamentale nel rapporto tra persone. Attraverso le critiche possiamo modificare situazioni vissute come negative, possiamo esprimere il nostro disaccordo ed avviare un processo di ricerca di soluzioni utili e condivise.

Tali possibilità positive si legano ad un particolare tipo di critica, che d’ora innanzi chiameremo critica “costruttiva”. La critica espressa da Sara nei confronti della collega non può essere inserita in questa categoria, ma appartiene alle cosiddette “critiche distruttive”.

Un elemento cardine di distinzione tra queste due tipologie di critica sta nelle intenzioni di colui che critica:

  • Nella critica distruttiva l’intenzione è quella di ferire l’altro, screditarlo, indurre imbarazzo, colpa o vergogna.
  • La critica costruttiva è invece tesa a migliorare la situazione, a risolvere il disagio e a ripristinare una sensazione di benessere tra gli individui coinvolti.

Nel prossimo articolo proveremo a delineare un finale alternativo per questo episodio,  chiedendoci:

“Cosa sarebbe potuto succedere se Sara avesse formulato una critica costruttiva?”.

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