COME RISPONDERE ALLE CRITICHE ALTRUI

ci sono critiche e critiche, per cui, in termini generali, possiamo asserire che ci sono risposte e risposte a seconda della tipologia di critica che ci viene rivolta. Spesso le persone sono reticenti a criticare o temono le critiche altrui, perché associano le critiche alla possibilità di ferire o essere feriti, così come di generare reazioni aggressive e oppositive nell’interlocutore. In una serie di articoli ed e-book già pubblicati ed a disposizione nel blog www.comunicazioneebenessere.it abbiamo affrontato le differenze tra le cosiddette critiche costruttive e le critiche distruttive o manipolative. Ci siamo inoltre interrogati in merito a “come formulare critiche costruttive” e come “riconoscere le critiche distruttive”. Nel corrente articolo ci chiediamo “come rispondere alle critiche”, costruttive o distruttive che siano.

Ricapitoliamo brevemente la distinzione tra critiche costruttive e distruttive.

  • Le critiche costruttive sono finalizzate a rendere visibile al nostro interlocutore i comportamenti che vorremmo che modificasse; mirano quindi a cambiare il comportamento dell’altro in senso migliorativo. Sono critiche che tengono conto di entrambi gli interlocutori coinvolti e mirano a promuovere il benessere e la comprensione tra le parti più che a ferire, svilire o incolpare la persona criticata.

A fronte di una critica costruttiva può essere utile rispondere rispettando alcuni punti:

-Ammettere i nostri errori/mancanze se effettivamente riteniamo che vi siano stati.

-Spiegare in modo breve ma chiaro perché ci si è comportati in un dato modo.

-Offrire proposte per gestire la situazione al momento o in occasioni future.

-Essere aperti a proposte e suggerimenti dell’interlocutore.

  • Le critiche distruttive nascono dall’esigenza di “sfogare” le emozioni di chi le formula (quali rabbia, frustrazione, paura ecc) più che di modificare i comportamenti di chi le riceve. Spesso arrivano a ferire l’altro, ad imbarazzarlo, a farlo sentire inadeguato, in colpa o svilito.

Esistono diverse tipologie di critiche distruttive; tuttavia nel rispondere può essere utile tenere a mente alcune linee guida generali:

-Porre domande.

Le critiche distruttive sono spesso generiche, rivolte alla persona nella sua globalità (“Sei un menefreghista!”) e difficilmente offrono riferimenti concreti ai comportamenti interessati.  Porre domande offre un’occasione per “mettere a  fuoco” la questione.A titolo esemplificativo possiamo chiedere a colui che critica di: spiegarsi meglio, fare riferimento a situazioni ed esempi reali, illustrare quali siano i comportamenti che vorrebbe modificassimo, dirci cosa propone per gestire la situazione. Definire comportamenti e situazioni circoscritte consente di facilitare la formulazione di proposte e controproposte e l’individuazione di soluzioni condivise.

-Ridimensionare la “portata” della critica altrui, circoscriverla.

Frequentemente le critiche distruttive appaiono caratterizzate da una certa tendenza ad estremizzare o enfatizzare gli errori o le conseguenze del comportamento altrui.

-Ribadire all’altro che “fare una data cosa” non coincide con “l’essere un dato tipo di persona”.

Altra tendenza ricorrente nell’ambito delle critiche distruttive è quella che porta a considerare i comportamenti di una persona come indicativi del suo modo di essere, della sua personalità (“Se Tizio ha fatto una data cosa, allora è un certo tipo di persona”).

Nei due casi sopra visti può essere utile evidenziare, rendere visibile all’altro gli errori logici sottesi al suo ragionamento o le esagerazioni presenti nella critica che ci è stata rivolta. In tale ottica, può essere indicato accettare parzialmente una critica, negli aspetti in cui riconosciamo all’altro la ragione, e rifiutare gli elementi esasperati o irreali.

Alcuni esempi:

A: “Perché la spazzatura è ancora qua? Sei il solito menefreghista”

B: “Hai ragione, ho dimenticato di portare fuori la spazzatura, ma questo non vuol dire che sia una persona menefreghista”…ecc.

A: “Sei sempre in ritardo”

B: “Oggi sono in ritardo, è vero, ma sai bene che non rappresenta la regola”. Il ritardo di oggi è dovuto a (…) la prossima volta potremmo organizzarci in questo modo (…) tu, cosa proponi? (…) ecc.

In linea generale, quando si risponde ad una critica, è utile cercare di mantenere un tono neutro e calmo. L’interlocutore non deve sentirsi aggredito dalla nostra risposta, tale evenienza favorisce il rischio di incorrere in una spirale di attacchi reciproci e crescente aggressività, elementi  che non aiutano a gestire o modificare la situazione problematica e che al contempo influiscono negativamente sulla relazione tra i parlanti. È quindi preferibile rimanere calmi e lucidi ed eventualmente posticipare la discussione ad un momento successivo se sentiamo di non riuscire a mantenere la calma.

A coloro che desiderano approfondire l’argomento è suggerita la lettura dell’e-book omaggio: “Come rispondere alle critiche altrui”.

 banner_fissa-consulto-online

Share