Anna Cantagallo Quando serve parlare, quando non serve

Anna Cantagallo Quando serve parlare, quando non serve

Anna Cantagallo Quando serve parlare –  spiega il perché. Ci sono temi scottanti che preferiremmo nascondere sotto la sabbia.

Se tuttavia decidiamo di affrontare un faticoso dialogo, questo può essere liberatorio.

E sta proprio qui il problema: la, sincerità non è necessariamente un bene.

Anna Cantagallo illustra perché.

“Nonostante si ritenga la nostra società culturalmente avanzata e aperta, quando

si tratta di questioni intime o di argomenti tabù, parlare diventa sorprendentemente difficile – racconta Anna Cantagallo – Psicologi e studiosi della comunicazione hanno

accertato che spesso il perché, cioè la motivazione che induce a zittirsi, è più importante

del contenuto della dichiarazione. In questo modo si arriva a evitare sistematicamente

certi argomenti perché si teme la possibile reazione emotiva dell’altra persona e la

spiacevolezza che può accompagnare il momento.”

Anna Cantagallo Quando serve parlare, quando non serve

In ogni caso la maggior parte dei ricercatori evidenzia che, nonostante le cattive emozioni

che suscitano, le confessioni sono più salutari di quanto si creda.

Se riusciamo a sviscerare e chiarire un problema, possiamo controllarlo.

Evitandolo invece, ciò non accade.

Quando si usa il verbo “parlare” però non significa che basta aprire il discorso e

chiuderlo lì per risolvere.

Un tema delicato richiede una precisa tecnica e una preparazione psicologica.

Un importante studio condotto negli Stati Uniti che aveva lo scopo di ridurre le paure e i

dolori a cui sono esposti i pazienti terminali, decise di avviare apposite sedute fra

pazienti e familiari, invitandoli a elaborare esplicitamente alcuni temi che riguardavano

la loro condizione. Fu un insuccesso clamoroso, perché non contribuì affatto a ridurre

le sofferenze dei pazienti terminali.

Si apprese pertanto che la comunicazione non sempre è utile e non funziona la logica:

più abbondante è, tanto è meglio. Al contrario, se di un tema delicato si parla in maniera

scorretta, il colloquio può essere controindicato.

Come spiega Anna Cantagallo, esistono tre nodi cruciali su qualunque discorso delicato:

1 – Si arriva a una delucidazione concreta delle questioni sul tavolo?

2 – Le emozioni che dominano la condizione in cui si trova il persona di primo piano sono affrontate?

3 – Come influenza il dialogo la qualità del rapporto?

Poco o molto, comunque è sempre necessario parlare?

“Anche facendo tutte le cose giuste, non necessariamente il colloquio va bene.

Ci sono momenti e situazioni in cui è meglio tacere e accettare i limiti di una relazione,

piuttosto che il dolore e l’avvilimento che comporta l’accenno a un tema difficile.

Quando la situazione è troppo carica di emotività da entrambe le parti potrebbe

prevalere l’impulsività e non la razionalità o l’autoriflessione.

Dibattere di un argomento qui amplificherebbe solo il malumore e i vicendevoli rimproveri.

La nostra salute mentale dipende in larga misura dalla capacità di sopportare sentimenti

contrastanti e situazioni ambigue, e di procrastinare la risoluzione del problema,

avendo la consapevolezza che non tutti i problemi si possono risolvere qui ed ora.

Se sia il caso di portare il discorso su un problema, o se sia meglio evitarlo,

dipende dalle conseguenze che siamo pronti a affrontare.”

Nel prossimo articolo Anna Cantagallo spiegherà cosa bisogna sapere prima

di cominciare un colloquio delicato.

Anna Cantagallo Quando serve parlare, quando non serve

braincare-ultime-notizie-tutte

Anna Cantagallo Quando serve parlare, quando non serve

Potrebbe interessarti anche:

Share