Anna Cantagallo I bambini e le emozioni

Anna Cantagallo I bambini e le emozioni

Anna Cantagallo I bambini e le emozioni – spiega le strutture neurologiche alla base del comportamento dei bambini, quali potrebbero essere le origini di

disfunzioni emozionali e come comportarsi nei casi più complessi.

I bambini non sono dei piccoli adulti? Non proprio. Quello che molto spesso non viene considerato è il fatto che la

crescita dei bambini non prevede soltanto la maturazione quantitativa del sistema nervoso e della psiche, ma anche

quella qualitativa: i piccoli sono totalmente diversi dagli adulti e ragionano in modo loro.

Anna Cantagallo I bambini e le emozioni

Le differenze non riguardano soltanto le funzioni cognitive, ma soprattutto quelle emotive, condizionate da un cervello

immaturo e perciò più intense e coinvolgenti rispetto a quelle di un adulto.

Che ruolo gioca il sistema nervoso nel comportamento emotivo del bambino? La dottoressa Anna Cantagallo spiega che

è innanzitutto la corteccia prefrontale a coprire un ruolo importante nella differenza tra bambini e adulti.

Questa corteccia infatti controlla in particolar modo le risposte emotive, inibendo gli impulsi e permettendo di padroneggiare

le emozioni intese come risposte automatiche che accompagnano specifiche reazioni somatiche. L’adulto controlla

(o dovrebbe) questi impulsi e tiene a freno la propria aggressività. Grazie alla maturazione della corteccia prefrontale

prende tempo, analizza la situazione, riflette, si rende conto se l’azione suscitata è eccessiva o no.

Anna Cantagallo I bambini e le emozioni

La capacità di padroneggiare viene meno nei casi in cui la corteccia prefrontale è poco attiva.

È una parte della corteccia prefrontale, ovvero quella orbitofrontale, a essere il centro delle reazioni emotive in quanto

connessa con diverse aree del sistema limbico (sede primaria della nostra vita emotiva) e alla corteccia somato-sensoriale,

da cui dipendono le percezioni del nostro corpo. La corteccia orbitofrontale gioca quindi un ruolo primario nella vita affettiva,

nell’empatia, nella regolazione delle emozioni, ma anche nelle relazioni con gli altri. Se la corteccia orbitofrontale è lesa o

insufficientemente sviluppata il controllo delle emozioni risulta scarso o del tutto carente.

Come affrontare concretamente questo ritardo nella maturazione emotiva del bambino?

“A partire dai 3-4 anni il bambino modifica gradualmente le proprie emozioni in quanto impara dall’esperienza e l’esperienza

agisce a ritroso sui circuiti dell’emozione, promuovendo la loro maturazione” continua Anna Cantagallo.

“Nei casi in cui manifesti pianti e capricci, invece che sgridarlo, è meglio ricorrere a un approccio indiretto,

per esempio raccontando una favola o, ancor meglio, mimando una scena simile con delle marionette in cui è lui a esercitare i ruoli.

Se invece la corteccia orbitofrontale subisce alterazioni nel corso dei primi anni di vita, attraverso le continue riprese anche

violente e i ripetuti no, non si verifica un normale sviluppo emotivo e relazionale.

Anna Cantagallo I bambini e le emozioni

Quando l’adulto reagisce a una situazione di crisi del bambino alzando la voce, intimorendolo, atteggiando il volto a espressioni di

minaccia, contribuisce a stressarlo e a far si che i suoi circuiti registrino un’esperienza negativa, che poi replicheranno nel futuro.

Anche assistere a scene di violenza fa sì che i bambini incamerino memorie emotive negative che, in assenza della capacità

di elaborazione cognitiva, contribuiscono ad accrescere le loro paure inconsce. In conclusione, la conoscenza delle

caratteristiche dello sviluppo nervoso del bambino, e quindi dei suoi comportamenti e reazioni emotive, consente agli adulti

di comprendere meglio le reazioni infantili e di mettere in atto delle risposte adatte a un migliore sviluppo affettivo”.

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