Anna Cantagallo Divorzio e Relazioni Affettive

Anna Cantagallo Divorzio e Relazioni Affettive

Anna Cantagallo divorzio – spiega gli aspetti emozionali e affettivi

dei bambini dopo il divorzio dei propri genitori e come affrontarlo.

Non è raro sentir parlare di genitori egoisti, che di fronte a una

separazione armano una guerra lasciando i propri figli sullo sfondo.

Accade spesso di sentire che il genitore trasmetta tutta la rabbia che

prova verso l’ex partner al figlio attribuendogli colpe e responsabilità

della situazione conflittuale in cui si trovano.

Anna Cantagallo Divorzio e Relazioni Affettive

Il bambino fa proprie queste reazioni emotive del genitore,

iniziando a rifiutare di vedere l’altro genitore e recidendo ogni

rapporto affettivo.

Questo fenomeno è stato denominato PAS, ovvero Sindrome

da Alienazione Parentale.

Sebbene la definizione di Sindrome sia stata ampiamente

dibattuta, la comunità scientifica è concorde nel ritenere

che l’alienazione di un genitore rappresenti un grave fattore

di rischio per lo sviluppo psicoaffettivo del figlio.

Come individuare quindi se il bambino sta sviluppando

relazioni psicoaffettive anomale? Come spiega Anna Cantagallo,

esistono dei criteri ben precisi:

  1. La campagna denigratoria
  2. Deboli e futili razionalizzazioni a sostegno della denigrazione
  3. Mancanza di ambivalenza verso i due genitori da parte del bambino
  4. Sostegno automatico del genitore alienante nel conflitto parentale
  5. Assenza di senso di colpa in relazione alla crudeltà/insensibilità nei confronti del genitore alienato
  6. Una versione della realtà acutizzata
  7. Fenomeno del pensatore indipendente: il bambino afferma e ritiene che le motivazioni del rifiuto per l’altro genitore siano frutto di un proprio pensiero, negando quindi l’influenza del genitore alienante
  8. Diffusione dell’ostilità alla famiglia allargata e agli amici del genitore alienato

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Come si potrebbe provvedere all’Alienazione Parentale?

“Uno degli interventi più discussi” continua Anna Cantagallo

“è l’allontanamento del figlio dal genitore alienante con immediata

collocazione presso il genitore alienato attraverso un progetto che

miri a recuperare le funzioni genitoriali e a “deprogrammare”

il minore.

Nei casi più gravi il Giudice può decidere per il collocamento

temporaneo del bambino presso una casa famiglia, ma questa

soluzione è riservata ai casi legati a una patologia psichiatrica

del genitore.

In casi meno gravi la soluzione più adeguata sembra risiedere

nell’attivazione di incontri in uno spazio neutro, un luogo terzo

in cui far incontrare genitore alienato e bambino con l’ausilio

di professionisti esperti della materia.

L’Alienazione Parentale è ancora un fenomeno misconosciuto

e difficilmente riconoscibile, in cui spesso i bisogni manipolati

del bambino vengono confusi con quelli reali.

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